De Alfa Romeo 33 Carabo Carabo è una concept car della casa automobilistica italiana Alfa Romeo. L'auto è stata progettata nel 1968 da Marcello Gandini. La parola Carabo in italiano significa scarabeo.
Alfa Romeo e Bertone
Il progetto Carabo fu una collaborazione tra la casa automobilistica italiana e la carrozzeria Bertone: un sodalizio che aveva già dato frutti in passato, come dimostrano le concept car Sportiva e BAT della metà degli anni '50. La base della Carabo era un telaio di una 33 Stradale stradale. Nonostante condividesse la meccanica con la vettura da corsa Tipo 33 e fosse riconosciuta come una delle auto più belle della storia, l'Alfa Romeo faticò a trovare acquirenti per la Stradale a causa del prezzo elevato, di circa 17.000 dollari. Di conseguenza, cinque telai della Stradale furono ceduti a carrozzieri italiani: due a Pininfarina (utilizzati per le concept car 33.2 e Cuneo), uno a Italdesign (che in seguito divenne la concept car Iguana) e due a Bertone, che li impiegò per la concept Carabo e successivamente per la Navajo del 1976.
Il telaio tubolare a forma di H ospitava un motore interamente in alluminio da 1995 cc progettato da Carlo Chiti, che fu per inciso il primo V8 Alfa Romeo. Il motore, montato longitudinalmente e a iniezione, utilizzava alberi a camme azionati da catena e poteva raggiungere i 10.000 giri/minuto, pur essendo limitato a 230 CV, mentre per la Tipo da corsa si ottenevano 250-270 CV. Questo permetteva alla Carabo di raggiungere una velocità massima di quasi 250 km/h e di accelerare da 160 a 100 km/h in 5,5 secondi, con la potenza trasmessa alle ruote posteriori tramite un cambio transaxle sincronizzato a sei marce progettato da Valerio Colotti.
Grazie al suo robusto telaio tubolare a forma di H, il designer Marcelo Gandini ebbe l'opportunità di creare un'auto che avrebbe rivoluzionato l'industria automobilistica per molti anni a venire. Il motore centrale conferiva alla vettura un frontale appuntito, rendendola alta meno di un metro. Insieme alla parte posteriore squadrata, queste caratteristiche ispirarono innumerevoli design a cuneo degli anni '70 e '80, e diedero anche all'auto il suo nome e il suo colore: Carabo deriva da "Carabidae", una famiglia di coleotteri con una caratteristica colorazione verde-oro.

L'Alfa Romeo 33 Carabo a forma di cuneo come fonte d'ispirazione per la Lamborghini.
Il principio del profilo a cuneo è stato utilizzato per affrontare i problemi di portanza aerodinamica rapida, dove tra le altre cose il Lamborghini Miura soffriva di, sollevare. Un altro buon esempio di questo era il Maserati boomerangma anche un'auto di produzione come la BMW M1.
Gandini aveva familiarità con questo concetto, avendo progettato la Miura due anni prima. Ma Gandini aveva in serbo ancora di più per questo modello: la Carabo non solo aveva i fari nascosti sotto alette attive, ma divenne anche la prima concept car con portiere ad ala di gabbiano incernierate. In seguito, Gandini avrebbe applicato questo meccanismo anche al design della Lamborghini CountachOltre ad aver ispirato il rivoluzionario toro italiano, il Carabo ha chiaramente fornito elementi stilistici anche alla concept car Lancia Stratos Zero, che a sua volta ha ispirato l'iconica Stratos HF.

Non sorprende che l'Alfa Romeo 33 Carabo non sia mai entrata in produzione, ma il suo stile rivoluzionario ha indirizzato l'industria del design automobilistico in una direzione diversa, una direzione che avrebbe prodotto alcune delle auto iconiche del XX secolo. Anche coloro che non apprezzano l'apparente avversione per le superfici curve dovrebbero soffermarsi un attimo ad ammirare questa eredità di design: cosa sarebbe una moderna Aventador senza le portiere ad ala di gabbiano?






















